Greco tuona contro i “traditori”

PETACCIATO. “Una pugnalata alle spalle a tutta la cittadinanza ed al suo sviluppo!”. Angelo Greco parla ad una piazza gremita di persone domenica sera. Tutti ad ascoltare la sua versione dei fatti, vogliono capire perché è caduta l’amministrazione comunale da lui guidata fino a pochi giorni fa e dissoltasi dopo le dimissioni di massa di nove consiglieri, fra i quali quattro di maggioranza.

L’ex sindaco legge per intero il discorso, una ventina di minuti per ripercorrere quanto fatto dalla sua amministrazione. Inizia come un cane bastonato, si dice addolorato, ma resta calmo. Solo sul finire arma i siluri e preme personalmente il pulsante di lancio. Uno è indirizzato a Troiano, Massimi e Villano; l’altro è solo per colei che è stata suo vice per 32 mesi: Rosanna Colecchia. Questi i nomi dei quattro membri di maggioranza autori di quello che Greco definisce un “tradimento”. (continua…)

In Piazza e sul Web

Parlare in piazza e sul web, con questa strategia Angelo Greco si prepara di nuovo alle elezioni comunali. Spodestato da quattro dei suoi consiglieri l’ex primo cittadino di Petacciato non demorde. E’ invece convinto che la gente può capire le ragioni dell’insuccesso, quel complotto che ha portato “alcuni esponenti della ex maggioranza ad allearsi con l’opposizione per far cadere l’amministrazione”. (continua…)

Crolla La giunta Comunale

PETACCIATO. Aria di crisi spirava già da novembre, ma Angelo Greco sindaco di Petacciato pensava che mai si sarebbe arrivati a tanto: la sua amministrazione ‘demolita’ proprio dal suo vice e tre assessori. E’ caduta ieri mattina, pochi minuti prima dello scoccare di mezzogiorno, ma con due anni di anticipo rispetto al suo scadere naturale. Rosanna Colecchia, Amedeo Troiano, Fabio Villano e l’ex assessore Fabrizio Massimi a cui qualche giorno fa Greco aveva ritirato la delega ai lavori pubblici sostenendo che per le voci sul suo conto “avrebbe fatto bene ad andarsene da solo”, si sono dimessi contestualmente ad altri cinque consiglieri di minoranza e cioè Domenico Staniscia, Enrico D’Amario, Antonio D’Ambrosio, Maria Lina Zucaro e Silvana Scarpone, avvisando subito dopo il Prefetto. Si tornerà a votare già in primavera, ma fino ad allora la gente di Petacciato e soprattutto la sua classe politica dovrà digerire l’incredibile e repentino cambiamento. Greco è sorpreso e sconcertato dal “gesto sconsiderato – dice - degno delle più bieche trame politiche, che li qualifica come personaggi privi di qualsiasi morale” e si rimette al giudizio della sua gente dalla quale dice di aver ricevuto già sostegno e consolazione. E’ deplorevole il meccanismo che li ha portati, dopo aver inutilmente cercato l’appoggio dei consiglieri di maggioranza, a consegnarsi nelle mani dell’opposizione, indifferenti al loro ruolo e ai loro doveri politici, pur di portare a termine un preciso disegno che contrasta con gli interessi della comunità. La fiducia degli elettori cittadini è stata infranta in forza di logiche personalistiche e interessi che nulla hanno a che vedere col bene comune. I numerosi e ripetuti inviti alla mediazione sono stati brutalmente ignorati quando gli stessi hanno ravvisato, nell’alleanza con l’opposizione, il mezzo adatto a perseguire gli scopi indecorosi di cui si sono fatti promotori”. Ma loro invece, la vice sindaco e i tre assessori dimissionari fanno ricadere su di lui una valanga di accuse: “Ha praticamente annullato ogni forma di democraticità, collegialità e programmazione dell’attività amministrativa. Ha deciso sempre da solo, esautorando di fatto anche le deleghe da lui stesso affidate agli assessori. Non ha mai diviso con noi e con la maggioranza, i più importanti argomenti amministrativi, concentrando su di sé le deleghe le nomine dei dirigenti dei vari settori amministrativi. Ha instaurato un clima di completa chiusura verso le istanze della cittadinanza e ci ha costretti a chiuderci nelle nostre stanze. Ci ha sottoposti a continue minacce politiche, proponendo di rimuovere questo o quell’assessore si sia permesso di esprimere in giunta un pensiero differente da quello del sindaco”: Lo descrivono insomma come un prepotente, quasi una sorta di dittatore, gli ormai ex assessori della Margherita (partito al quale si è avvicinato anche Fabrizio Massimi di recente) che dicono di essersi sentiti da lui emarginati solo perché non erano del suo gruppo ‘Insieme per Petacciato’.. Il tutto succede proprio a pochi giorni dall’approvazione del nuovo piano regolatore comunale e mentre il paese “è tutto un cantiere” secondo Greco segno evidente del lavoro da lui svolto. “Lo abbiamo fatto oggi per evitare un lungo e dannoso commissariamento” dicono i dimissionari “Per assecondare bisogni e interessi personali” ribatte Greco, sta di fatto che saranno i cittadini a giudicare, chiamati di nuovo a dire la loro in primavera.

Malumori

Malumori acuitisi da almeno sei mesi ed i cui nodi sono venuti al pettine pochi giorni fa. E le due principali (ex) cariche istituzionali protagoniste di una storia sfociata con la caduta amministrativa. E’ questo uno degli scenari descritti all’indomani del crack municipale, cominciato con la revoca del sindaco Angelo Greco di un assessore, Fabrizio Massimi, e conclusosi in un batter d’occhio con le successive dimissioni di nove consiglieri. Cinque di opposizione e quattro di maggioranza: su questi ultimi bisogna focalizzare l’attenzione per tentare di capire una disfatta che solo all’apparenza sembra essersi creata di colpo. La storia invece partirebbe da più lontano, addirittura da subito dopo le elezioni. Quella che segue è una versione dell’accaduto, da prendere naturalmente con beneficio d’inventario. Tra il sindaco Greco ed il vice Rosanna Colecchia i rapporti non sarebbero mai stati ottimali. La prof. non si sarebbe mai rassegnata all’idea di non sedere lei stessa sul massimo scranno e per questo la rivalità fra i due sarebbe diventata sempre più stridente. La revoca di Massimi, qualche giorno fa, costituirebbe solo il casus belli, la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di sfiducia reciproca, con i quattro assessori (tra i quali la Colecchia) in rotta con Greco. Per i consiglieri di minoranza è stato un invito a nozze fornire i numeri per far saltare l’amministrazione. Ma resta un nodo da sciogliere, per il quale il tono delle dichiarazioni è rimasto misterioso quanto inquietante. Cosa ha fatto l’ex assessore Massimi per meritare la sfiducia del sindaco? Nessuno ne parla in maniera chiara, ma parrebbe trattarsi di vicende legate al Piano regolatore prossimo all’approvazione. Si tornerà al voto in primavera. Nel frattempo, par di capire, dovrà scorrere tanto veleno sull’altopiano che si affaccia sull’Adriatico.

Lettera Aperta

Riporto la lettera aperta ai Cittadini:

Nell’attesa di spiegare alla cittadinanza di Petacciato le ragioni vere di un gesto tanto scellerato quale quello messo in atto dagli ex assessori della maggioranza, e attendendo di illustrare in dettaglio il disegno politico che si cela dietro le dimissioni di massa di nove ex esponenti del Consiglio Comunale di Petacciato, sono costretto a esprimere il mio sdegno e la mia amarezza per quanto accaduto. Mi rivolgo ai cittadini di Petacciato, molti dei quali mi hanno già manifestato totale solidarietà per questo gravissimo episodio che getta un’ombra negativa e impregnata di ambiguità sul nostro amato paese proprio nel momento in cui i frutti dello sforzo comune stavano venendo alla luce, tradotti in numerosi cantieri per il rinnovo delle più importanti opere pubbliche del nostro territorio e in cospicui finanziamenti ottenuti per portare a termine i progetti del nostro programma elettorale. Il gesto degli ex assessori comunali, coordinati da un vicesindaco che ha sempre ottenuto la massima libertà nell’amministrare i settori di sua competenza e che nonostante questo ha continuato a mostrare una smisurata ambizione personale, e da un ex assessore che ha lasciato prevalere il rancore dopo la doverosa revoca da parte mia di una delega fiduciaria che egli stesso ha tradito con comportamenti oscuri che l’avrebbero dovuto spingere a dimettersi da solo, evidenzia la completa assenza di responsabilità nei confronti di un elettorato che li ha scelti per amministrare Petacciato e non già per allearsi con l’opposizione e dare origine a questa cospirazione di uno squallore senza precedenti. E’ deplorevole il meccanismo che li ha portati, dopo aver inutilmente cercato l’appoggio dei consiglieri di maggioranza, a consegnarsi nelle mani dell’opposizione, indifferenti al loro ruolo e ai loro doveri politici, pur di portare a termine un preciso disegno che contrasta con gli interessi della comunità. La fiducia degli elettori cittadini è stata infranta in forza di logiche personalistiche e interessi che nulla hanno a che vedere col bene comune. I numerosi e ripetuti inviti alla mediazione sono stati brutalmente ignorati quando gli stessi hanno ravvisato, nell’alleanza con l’opposizione, il mezzo adatto a perseguire gli scopi indecorosi di cui si sono fatti promotori. E’ sotto gli occhi di tutti, fortunatamente, il senso di questo gesto sconsiderato degno delle più bieche trame politiche, che li qualifica come personaggi privi di qualsiasi morale. Saranno gli stessi cittadini giudici inappellabili dell’accaduto e dello spessore morale e politico di questi signori che, in spregio delle più elementari regole amministrative, hanno inteso vanificare gli impegni e il lavoro avviati nell’interesse comune per assecondare bisogni e ambizioni personali.